Mare di Sardegna

Le più belle spiagge di Sardegna

Cagliari

Informazioni sul Comune di Cagliari

  • Popolazione:  148971
  • Superficie:  85.45 Kmq.
  • Cod. postale:  09121-09134
  • Prefisso tel.:  070
  • Cod. ISTAT:  092009
  • Cod. catast.:  B354
  • Sito Web:  http://www.comune.cagliari.it/portale/
  • Coordinate GPS:  39.21667 - 9.11667
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    Conversione coordinate

Cagliari

Stemma del comune di Cagliari
Stemma del comune di Cagliari
Cagliari è il capoluogo ed anche la città più grande e più popolosa della Sardegna. Nella città e nella sua provincia vive circa un terzo del milione e mezzo di abitanti dell’isola.
E' situata all’estremità meridionale della Sardegna proprio al centro dell’ampio golfo omonimo, sotto alla pianura del Campidano. Cagliari è anche un importante porto al centro del Golfo degli Angeli, sin dal tempo dei Fenici che per primi, nell’VIII-VI secolo a.C., scelsero questa costa come approdo per rifornire le navi nelle rotte tra Libano e la Penisola iberica.

Il territorio

Cagliari è delimitata sia ad est sia ad ovest da stagni e paludi che ospitano una ricca fauna. Sul lato occidentale del Golfo degli Angeli si trova lo stagno di Santa Gilla, con le antiche saline di Macchiareddu e poco oltre il lago Cixerri. Nella periferia est della città, invece troviamo lo stagno di Molentargius, che ospita uno dei più ricchi patrimoni avifaunistici d’Europa con oltre 200 specie di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa.
Poco oltre, lungo la costa, si trovano gli specchi d’acqua di Simbirizzi e di Quartu. Oggi, dopo anni di degrado, le zone umide che circondano Cagliari sono diventate aree protette.
Cagliari si estende lungo la costa, ma alle sue spalle si ergono nove colli calcarei, alcuni di rilevante pregio paesaggistico e naturalistico, come il Monte Urpinu, il colle di San Michele col suo castello medievale e il promontorio di Capo Sant’Elia, inserito dalla Unione Europea tra i SIC (Sito d’Interesse, naturalistico Comunitario).

Cenni storici

Dei circa cinquemila anni della protostoria, fino ai primi stanziamenti fenicio-punici, sono state trovate tracce di insediamenti umani negli attuali quartieri di San Bartolomeo (Neolitico), Poetto e Terramàini (Eneolitico); lì sorsero capanne e si aprirono le prime necropoli.
La città fu fondata dai Fenici nel IX secolo a.C. e divenne un centro di scambi commerciali; con l’avvento dei Punici nel VII secolo a.C. l’abitato si sviluppò ad ovest verso lo stagno di Santa Gilla, nell’area detta Campo Scipione.
La forte impronta Cartaginese in quest'area è stata anche confortata dai ritrovamenti dei tofet (area consacrata dedicata ai sacrifici dei fanciulli) a Nora e più recentemente a Sant'Antioco. A questa pratica viene fatto risalire anche il modo di dire cagliaritano "pappa pezza de fillu tuu" (letteralmente: mangia carne del figlio tuo).
Nel 238 a.C. Carales, come veniva chiamata allora Cagliari, passò, così come il resto dell’isola, sotto il controllo dei Romani che qui istituirono la sede della loro organizzazione civile e militare.
Nel V secolo Carales fu occupata dai Vandali, che ne conservarono sostanzialmente assetto e funzione politica, ma nel secolo successivo subì invece, in un breve lasso di tempo alcuni duri attacchi. Nel 552 fu assalita e occupata dagli Ostrogoti, nel 554 dai Bizantini e nel 599 dai Longobardi.
Alla fine del VII secolo si verificarono le prime incursioni arabe che imposero terribili devastazioni, svuotando di fatto il centro storico della città. La popolazione si spostò in piccoli centri vicini alle colline e fortificati o in grotte, dando così luogo a piccoli insediamenti. Uno di questi piccoli centri, posto in zona protetta dalla laguna e inaccessibile ai predoni arabi, fu Santa Igia sulla costa occidentale dello stagno di Gilla. Col tempo il borgo fu fortificato e vi furono costruiti cattedrale e molti palazzi divenendo anche, a partire dal IX secolo, sede della residenza del giudice, dell'arcivescovo e di tutte le attività amministrative del Giudicato di Cagliari.


La vasta zona dell'antica Carales prospicente il golfo restò semi abbandonata fino a che le lotte fra i Genovesi e i Pisani, particolarmente interessati al luogo per l'importanza dello scalo marittimo, la riportarono in auge. Nel 1217 la giudicessa Benedetta concesse ai mercanti pisani il Castello, il colle che dominava gli antichi quartieri abbandonati di Carales.
A metà del XIII secolo i Pisani provvederono, come nessuno aveva fatto prima, a costruire le mura a difesa della rocca naturale di Castello, che viene così chiusa da un anello di mura, dando vita al 'Castrum Calaris' mentre nella parte orientale uno strapiombo naturale di circa trenta metri non presentava necessità di ulteriori rafforzamenti. Nel 1257 Santa Igia fu assalita e distrutta dall’esercito pisano e il giudicato fu smembrato.
L’assetto di Cagliari non subì modificazioni sostanziali nel secolo successivo, neppure quando, tra il 1323 e il 1326, fu portata a termine la conquista catalano-aragonese. Questi continuarono a rinsaldare le opere di fortificazione del Castello consolidando così il definitivo spostamento della vita politica ed economica della città in quelli che in breve sarebbero divenuti i quattro quartieri storici di Castello, Marina, Stampace e Villanova.
Con l’avvento degli Asburgo le difese della città furono ancor più rafforzate e le mura vennero arricchite da un sistema di bastioni in grado di garantire la difesa anche dagli attacchi delle più potenti artiglierie.
Nel 1720 la città passò senza grandi spargimenti di sangue alla dinastia dei Savoia che vi restarono fino al 28 aprile 1794 quando furono cacciati.
Poco prima della fine del secolo tuttavia Cagliari subì un violentissimo attacco dalle truppe francesi, ma la popolazione diede questa volta prova di straordinaria compattezza e riusci a respingere i Francesi. Questa prova di dedizione alla dinastia, non fu però riconosciuta e così quando nel 1794 il Governo si apprestava al contrario ad introdurre nuove misure restrittive, il popolo di Cagliari si sollevò e assalita la cittadella fra il 28 e il 29 aprile 1794 la conquistò senza quasi spargimento di sangue. Tutti i piemontesi furono imbarcati e ricacciati in continente.
La liberazione fu però effimera e già cinque anni dopo i piemontesi si insediarono nuovamente a Cagliari. Ma la miseria, le epidemie, le incursioni barbaresche, il blocco navale di Napoleone che fiaccava i commerci marittimi della città, spinsero ancora i cagliaritani a ribellarsi per tentare di ricacciare ancora in mare i Piemontesi. Ma questa rivolta fallì e la città continuò per decenni a svilupparsi sotto il segno di quella che, con un po' d'illusione, veniva chiamata la "fusione perfetta".
Durante la seconda guerra mondiale Cagliari pagò un altissimo prezzo, con migliaia di vittime dei bombardamenti aerei, fra cui furono particolarmente distruttivi quelli del 17 febbraio, 28 febbraio e 17 maggio del 1943, quando il 70% delle abitazioni rimase distrutto o gravemente colpito.
La ricostruzione nei decenni successivi alla grande guerra, come troppo spesso è avvenuto in molte altre città, fu piuttosto caotica e disorganizzata.

Economia

L'economia di Cagliari è basata su numerose attività industriali, particolarmente concentrate nella zona industriale di Macchiareddu-Grogastu fra Cagliari e Capoterra, sui servizi (Porto e aeroporto, ma anche telecomunicazioni con Tiscali) e naturalmente il turismo.


Patrimonio artistico e culturale

Chiese
Le chiese più importanti di Cagliari sono:
  • Basilica di San Saturnino (o San Saturno). E' la più antica chiesa della Sardegna e si trova nella piazza dei Santi Cosma e Damiano. E' stata edificata nel V secolo e consta di un corpo centrale quadrato che sorregge una cupola emisferica e di un braccio terminale a tre navate. E' stata recentemente ristrutturata. Alcuni scavi eseguiti intorno alla chiesa hanno messo in luce una necropoli pagano-cristiana risalente ad un periodo tra il II e il V secolo d.C.
  • Cattedrale di Santa Maria. Fu costruita nel corso del XIII secolo nel punto più alto di Castello. Originariamente in stile romanico pisano, ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli, tra i quali il più evidente è la sovrapposizione di una facciata in stile romanico-pisano sulla precedente facciata romanica e barocca.
  • Santuario di Nostra Signora di Bonaria. Complesso costituito da un piccolo santuario che fu costruito fra il 1324 e il 1326 e dalla Basilica di Bonaria che fu iniziata nel 1704, modificata nel 1778 e portata a termine nel 1954, in stile barocco piemontese.
  • Chiesetta della Speranza. Sorge entro la cerchia di Castello e fungeva un tempo da canonica del Duomo. E costituita un unico locale con tre cappelle sul lato destro.
  • Chiesa di San Giacomo. Si trova nel quartiere di Villanova e risale ad un periodo compreso fra il 1438 e il 1442. Al suo interno troviamo ancora le arcate di stile gotico, mentre la facciata è stata rifatta nel 1838 in stile corinzio.
  • Chiesa di Sant'Agostino. Fu costruita nel 1580. E' a croce greca con bracci e cupola centrali ed è la chiesa sarda che ha più decisi caratteri rinascimentali. E' uno dei più importanti monumenti della città, anche per l'arredo particolarmente ricco (due altari lignei del secolo XVIII e diversi dipinti).
  • Chiesa di Sant'Efisio. Costruita nel IV secolo, nel corso dei secoli successivi subì numerosi cambiamenti. Nel 1780 fu in parte demolita per lasciar posto all’attuale chiesa in stile barocchetto.
  • Collegiata di Sant’Anna. Situata nel quartiere di Stampace, risale al XVIII secolo ed è realizzata in stile barocco.

Musei
Questi i musei di Cagliari:
  • Museo archeologico nazionale di Cagliari. Si compone di quattro piani di esposizione. Al piano terra troviamo reperti della storia della Sardegna, dal Neolitico (c. 6000 a.C.) sino all'VIII secolo d.C. Di eccezionale importanza sono i famosissimi bronzetti nuragici datati dal IX sino al VI secolo a.C. Il secondo piano è dedicato ai reperti archeologici del Sarrabus-Gerrei (Sardegna sudorientale), Cagliari e sud Campidano. Da segnalare sono i reperti rinvenuti nei complessi nuragici di Barumini e Villanovaforru. Il terzo piano è dedicato al Campidano centrale ed al Sulcis Iglesiente. Il quarto piano raccoglie reperti rinvenuti nell'oristanese. Di notevole interesse è la statuaria nuragica di Monte Prama (Cabras) con frammenti di statue e di modelli di nuraghe.
  • Museo civico d'arte siamese Stefano Cardu
  • Museo di Bonaria
  • Museo del Duomo
  • Museo di fisica di Sardegna
  • Pinacoteca nazionale
  • Museo di mineralogia "Leonardo de Prunner"
  • Museo sardo di antropologia ed etnografia
  • Museo sardo di geologia e paleontologia "D. Lovisato"
  • Museo del tesoro di Sant'Eulalia
  • Museo delle cere anatomiche Clemente Susini

Monumenti
  • Castello di Castro. Si tratta del complesso di mura e torri di Castello che originariamente aveva tre porte e numerose torri intermedie; agli inizi del secolo XIV in corrispondenza delle tre porte furono costruite le torri dell’Elefante, del Leone e di San Pancrazio, due delle quali sono ancora perfettamente conservate.
  • Palazzo Viceregio. L’edificio esistente fin dal tempo dei Pisani, fu ampliato per la prima volta nel 1337 e nel 1355 divenne la sede dapprima del governatore generale e a partire dal secolo XV del viceré.
  • Palazzo del Vescovo. E' un edificio risalente al XIV secolo, modificato più volte nel corso dei secoli successivi; è l'attuale sede dell’arcivescovo e dei principali uffici della Curia.
  • Teatro Civico, risalente al XVIII secolo. L’edificio fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943 e mai restaurato.
  • Palazzo dell'Università. Di epoca sabauda, ospita il rettorato e la biblioteca universitaria.
  • Castello San Michele. E' situato sull'omonimo colle a ridosso dello stagno di Santa Gilla. Fu eretto dai Pisani nel corso del secolo XIII. Fu poi parzialmente restaurato dagli Aragonesi che lo concessero alla famiglia aragonese dei Carroz. Per tutto il secolo XIV e fino agli ultimi anni del secolo XV fu residenza di questa potente famiglia feudale. Fu poi usato come lazzaretto durante la peste "di Sant'Efisio" (1652-'56) e come caserma agli inizi dell'Ottocento. Oggi, di proprietà comunale, ha subito una profonda trasformazione con strutture di acciaio e policarbonato ed ospita mostre d’arte e importanti manifestazioni culturali.


Siti archeologici

Il patrimonio archeologico della città è molto ricco a testimonianza della presenza di insediamenti umani sin dall'epoca prenuragica.
  • La necropoli di Tuvixeddu. Tra le diverse testimonianze dell'epoca fenicio-punica, quella di maggior rilevanza è la necropoli di Tuvixeddu costituita in gran parte da tombe a camera ipogeica scavate nella roccia calcarea, alle quali si accede attraverso un pozzo. Le più antiche risalgono al secolo VI a.C., ma moltissime sono state riutilizzate in epoche successive sia in forma di sepoltura privata sia per sepolture collettive in una stessa camera sepolcrale. Tra queste, l'esempio più imponente è la tomba di Atilia Pomptilla di età romanica, altrimenti nota come Grotta della Vipera per via di un frontone con scolpite due serpi contrapposte.
  • Cripta di Sant’Efisio. E' un ampio ambiente scavato nella roccia calcarea nello storico quartiere di Stampace in via Sant’Efisio. Si tratta di un ambiente di 14 x 10 m., nove metri sotto il livello del piano stradale, al quale si può accedere per mezzo di una ripida scala. In origine era probabilmente un ambiente collegato al sistema idrico cagliaritano.
  • L’anfiteatro romano è uno dei pochi edifici dell' antica Cagliari che siano giunti sino a noi. È situato nella parte nord occidentale della città sul pendio del Colle di Buoncammino. E' in parte scavato nella roccia calcarea ed in parte costruito.
  • Villa di Tigellio. E' uno degli esempi più importanti di edilizia residenziale di età romana in Sardegna.
  • La fullonicadi via XX Settembre. Si tratta di un importante complesso archeologico situato sotto il palazzo dell’INPS, tra via XX Settembre e viale Regina Margherita, accessibile solamente previa autorizzazione della Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari e Oristano.
  • Complesso archeologico di San Saturno. Si tratta di di un edificio di culto e di un’area funeraria tutt’intorno, cui si accede dall’attuale piazza San Cosimo.
  • Area archeologica di Sant’Eulalia. Si tratta di un'area archeologica prospicente l'omonima chiesa. La zona archeologica si articola su vari livelli corrispondenti ciascuno ad una determinata epoca storica.

Feste popolari

Il calendario di feste popolari che si riallacciano alle tradizioni della storia millenaria di Cagliari è particolarmente ricco. Tra queste vi sono diverse ricorrenze dedicate alla figura di Sant'Efisio. Si inizia il 15 Gennaio per proseguire con la processione di Pasquetta, che fu istituita nel 1794 per ricordare il miracolo compiuto dal santo in occasione del tentativo di sbarco francese dell’anno prima. Ma la festa di maggior significato dedicata al santo è la sagra che si svolge dal 1º al 4 Maggio. Consiste in una processione che si svolge il 1° Maggio in osservanza del voto che la città fece nel luglio 1652 per ringraziare il santo che l’aveva salvata dalla peste. Il simulacro di Sant’Efisio viene portato in processione accompagnato da gruppi folkloristici, in costume tipico, provenienti da tutta l'isola, centinaia di cavalieri, che rappresentano gli antichi archibugieri e numerosi carri addobbati (chiamati traccas) trainati dai buoi.
Dopo la sfilata nel centro di Cagliari, il simulacro del santo viene poi trasportato fino a Nora dove la leggenda dice che subì il martirio. Il 4 Maggio infine il simulacro del santo viene riportato a tarda notte nella chiesa cagliaritana.
Da menzionare poi le feste dedicate a Nostra Signora di Bonaria che si aprono il 24 aprile con la festa che ricorda l’arrivo del miracoloso simulacro nel 1370. Le feste in onore della Madonna di Bonaria si concludono nella prima domenica di luglio con una celebrazione istituita nel 1866 per ringraziare la Vergine. La festa termina con una processione a mare nel corso della quale vengono lanciate in mare alcune corone nelle acque del golfo degli Angeli.

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